mon petit cheri 

Mon petit cheri

Sweet Woman Anna



La Sweet Woman di questa settimana è una donna che come tante di noi ha dovuto fare delle rinuncie, ma che è riuscita a raggiungere il suo sogno. Benvenuta Anna ....

Iniziamo dai tuoi sogni di bambina, cosa volevi fare da grande?


In realtà io avrei voluto fare la maestra elementare, ma in famiglia hanno osteggiato questa mia scelta all'epoca, e così faccio da 34 anni la contabile: cerco di farlo bene, con impegno e senso del dovere, ma non è mai stata la mia aspirazione.

Sono diventata mamma molto giovane di tre splendidi figli (una ragazza e due ragazzi) e, nel 2017, a quasi 50 anni ho realizzato un piccolo sogno che, in gioventù, per vari motivi, avevo dovuto accantonare: mi sono laureata in Comunicazione all'Università di Padova ed è stata una soddisfazione enorme, perché ci sono riuscita continuando a lavorare full time, a fare la mamma e la casalinga.


Come e a che età hai incontrato il tuo primo profumo


Il primo profumo che mi ha toccato il cuore è stato Diorissimo: ero una giovanissima mammina di vent'anni ed una vicina di casa una donna molto elegante e raffinata lo indossava. Io non mi sono soffermata su come era vestita o truccata (e di sicuro lo aveva fatto con cura), ma le ho chiesto che profumo indossasse ed in quel momento ho capito che per me le fragranze sono una espressione di bellezza, di personalità, di gusto, un alone che ci rappresenta. Poi, molti anni dopo, ho incontrato la profumeria di nicchia, ma qui il racconto si farebbe lungo...


Qual’è il tuo profumo preferito (inteso come odore)

Senz'altro il talco. Da bambina non giravano profumi in casa mia, sono figlia di operaio e casalinga con poche possibilità ed ambizioni, ma tutti in famiglia, dopo la doccia, ci cospargevamo di talco ed è la sensazione di pulito che cerco tuttora in quasi tutti i profumi che indosso. Le note che preferisco, comunque sono la rosa, l'iris e l'ambra, e, se ci si pensa, riconducono in qualche modo a sentori talcati.


Descrivi la tua opera d’arte preferita associandola ad profumo


Lo stagno delle ninfee, armonia verde di Claude Monet, lo abbino a "Quelques Fleurs L'Original" di Houbigant Paris. Io vado al lavoro struccata e senza particolare eleganza nell'abbigliamento, ma non potrei mai uscire di casa senza profumo, mi sentirei nuda.


Le rare volte in cui esco per una serata in cui vestirmi con particolare cura, scelgo una fragranza che lasci la scia, che solletichi il naso e la curiosità nelle persone che avvicino, che mi rappresenti e mi regali un'aura seducente, ma nessun profumo potrà mai donarmi le sensazioni che provo a maggio quando sbocciano migliaia di rose nel mio giardino.


Nessuna fragranza può sostituire la sensazione di libertà che si respira in un bosco di montagna. Nessun profumo può evocare la tenerezza della pelle dei propri bimbi. Quindi, tornando al quadro, di certo amo Monet perchè amo i giardini, i fiori, la natura, i paesaggi e tutti i loro effluvi, a volte intensi a volte delicati, che lui sapeva rappresentare con inimitabile vividezza.


Siamo quasi arrivati alla fine, come ultima ultima domanda vogliamo conoscere i tuoi progetti futuri?


Beh, in realtà mi sarebbe anche piaciuto continuare a studiare, facendo una magistrale, ma l'impegno sarebbe tanto e, per il momento, nel tempo libero, sono tornata alla mia passione di sempre, la lettura... in attesa di diventare nonna e spupazzarmi i nipotini.


Allora in attesa di diventare nonna, lasciati coccolare da noi .... Benvenuta nel Club delle Sweet Woman 😍